HardWare & Gadget

Il digitale terrestre senza trappole

17 Nov/09

digitale_terrestreLa Tv digitale terrestre (DTT) è qui e, malgrado il nome, per molti è ancora sostanzialmente un alieno. Effetto collaterale di un’evoluzione tecnologica imposta dall’alto: il passaggio dalla tecnologia analogica al nuovo segnale digitale non è stato spiegato troppo bene, dal momento che si tratta di un prodotto di consumo di massa che raggiunge fasce di popolazione di ogni genere ed estrazione. La scelta del digitale terrestre è stata anche oggetto di polemiche politiche. Essa risale, in realtà, a più di dieci anni fa, ma oggi è messa in contrasto con una possibile opzione a favore del segnale via satellite, attualmente “monopolizzato” dalla Tv a pagamento di Sky, di proprietà di Rupert Murdoch. Sinteticamente, si può sostenere che la qualità delle immagini sia (o possa essere) mediamente migliore, grazie anche a un disturbo minore del segnale. I canali a disposizione sono molti di più, sempre ammesso che si riesca a riempirli: ci sono fino a 7/8 canali di trasmissione disponibili per ogni frequenza televisiva normale. Il segnale digitale, inoltre, produrrebbe un inquinamento elettromagnetico inferiore, con beneficio per la salute di tutti. Tuttavia, poiché si continua a usare comunque gli stessi impianti di radioricezione dei segnali (le nostre antenne), quest’ultima affermazione può essere sottoposta ad alcune obiezioni. A quanto pare, la potenza necessaria per la trasmissione del digitale terrestre è inferiore (e di molto), ma è anche vero che il nostro è un paese montuoso in cui occorre un maggiore sforzo per fare approdare i segnali a destinazione. Inoltre, l’inquinamento prodotto dalle onde elettromagnetiche non è il solo criterio da usare nella valutazione dell’impatto ambientale di questa nuova tecnologia: occorrerà monitorare l’efficienza complessiva e anche i consumi domestici. Sono poi molto pubblicizzate le possibilità di interazione con la TV digitale, esattamente come se stessimo dialogando con il nostro computer. Esse dipenderanno molto dalle scelte di palinsesto e dalle proposte dei programmi. È probabile che gran parte di questa interattività si spenda in giochi e votazioni sui reality, ma non vogliamo essere pessimisti. Per molte persone anziane che non si avvicinerebbero mai a un pc, la tv digitale potrebbe costituire, per esempio, uno strumento comodo per fare acquisti da casa o interagire (un domani) con le istituzioni. La perplessità maggiore, in fin dei conti, riguarda la reale modernità della tecnologia messa in campo. Se è vero, infatti, che la Tv analogica è roba del passato, forse il futuro della televisione sembra passare dalle parti delle cosiddette IP Tv e, in generale da Internet, ed è su quel fronte che si sarebbe dovuto puntare. Non a caso, infatti, la Rai mette già a disposizione le proprie trasmissioni anche sul web, e con piacevoli funzioni on demand, e Mediaset si sta preparando a farlo. La transizione su Internet probabilmente arriverà e forse non era così indispensabile metterne un’altra in mezzo, con tutti i costi e i disagi del caso.

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