Internet

Luca Neri: “Scaricare gratis è giusto”

2 Mar/09

Ovunque nel mondo, nonostante norme sempre più severe, denunce legali e contromisure tecniche, la pirateria casalinga dilaga. Scaricare musica, film, videogame, libri, software, senza pagare sembra essere l’attività più popolare in rete. E mentre l’industria discografica implode e Hollywood comincia a tremare, anche in Italia il download dalle reti peer-to-peer è ormai un’abitudine quasi banale per migliaia di persone.
La scorsa estate le autorità italiane hanno scelto di oscurare uno dei cartelli di ’saccheggiatori’ più famoso al mondo: Pirate Bay. ‘La baia dei pirati’ (ed. The Cooper Files) è un libro-inchiesta di Luca Neri, giornalista e consulente informatico, che spaziando tra Stati Uniti, Italia e Svezia, patria proprio del motore di ricerca ‘corsaro’, racconta le ragioni tecniche, sociali e politiche, e gli interessi, che impediscono la repressione di un fenomeno tanto eversivo.

«Segui qualche link e scopri che The Pirate Bay è solo la punta di un iceberg – scrive Luca Neri – Continua a saltare di post in post, di forum in forum, ed è difficile resistere al risucchio di questa ondata corsara. I blog ti indirizzano verso le tesi di un numero crescente di giovani accademici (giuristi, (economisti, storici, sociologi), che hanno scelto proprio il copyright come oggetto di studio critico. La logica pacata dei loro paper si mescola ai proclami strillati dagli ’hacktivisti’, e il risultato è un ribollire incontrollato di idee, pratiche, passioni, provocazioni – qualcosa che assomiglia all’embrione ideologico di una nuova rivolta generazionale».

Oltre a far parlare chi col copyright ci lavora, il libro di Luca Neri fa dunque luce su una nuova tendenza che inneggia al download gratuito come atto di disobbedienza civile e alla pirateria come esigenza insopprimibile in epoca di libera comunicazione elettronica: «La novità radicale, rispetto a tutto il dibattito precedente è che qui non senti parlare della necessità di riformare, emendare, migliorare le norme esistenti Questa è una folla di saccheggiatori senza alcun rimorso… E ci ritroviamo davanti addirittura Johann Gutenberg. Il denominatore comune di tutte queste voci è infatti la convinzione che l’avvento delle reti digitali segni un momento di rottura, una rivoluzione non meno radicale dell’invenzione nel Quattrocento della stampa a caratteri mobili».

Secondo gli esperti, come ci riferisce Neri, queste sarebbero illusioni infantili: «La verità – dicono – è che il digitale può essere usato altrettanto bene come strumento di controllo». E il giornalista osserva: «A me un dubbio rimane, che dietro tutto questo buon senso si nasconde un bag, un baco, una di quelle disfunzioni di programma capaci di mandare in tilt anche il programma più sofisticato…Non potrebbero essere gli esperti a soffrire di miopia? – si chiede Luca Neri – Tanto indaffarati con la routine quotidiana del business da aver smarrito la visione d’insieme, la consapevolezza che l’avvento delle reti apre davvero una nuova prospettiva nella trasmissione del sapere? In altre parole: cosa succederebbe se avessero ragione i ragazzini?». (Ansa)


(Fonte: Computermente)
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Commenti

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  1. Il link al sito di Luca Neri è sbagliato, quello è Gianluca Neri, un’altra persona!
    Ciao!

    Inserito da emilator | maggio 2, 2009, 13:12

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