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La Norvegia verso il software libero

8 Dic/08

Corriere della Sera – Obiettivo: risparmiare e ridurre le dipendenze da applicativi proprietari.

Crisi finanziaria o svolta etica, la Norvegia taglia i costi dell’infrastruttura informatica: si passerà al software libero. Niente più soldi per la licenza del pacchetto Office di Microsoft, gli applicativi per l’ufficio nelle amministrazioni pubbliche saranno sostituiti dalla piattaforma OpenOffice. Un bel risparmio. L’obiettivo è più ampio: ridurre in generale tutte le dipendenze da applicativi proprietari, questo passaggio quindi, potrebbe essere solo il primo passo verso una migrazione complessiva delle infrastrutture. Finalità ambiziosa visto lo stanziamento attuale: solo 225 mila euro.

OPENOFFICE – Il finanziamento messo a disposizione dal ministro per le Riforme, Heidi Grande Roeys, andrà al Norwegian Open Source Competence Center che aiuterà le pubbliche amministrazioni nel passaggio tecnico e formativo. OpenOffice è la più importante alternativa «aperta» all’applicazione per ufficio Microsoft Office, dominante su tutti i mercati. Nata nel 2000 sulle ceneri del progetto StarOffice, la suite per l’ufficio viene rilasciata con licenza aperta (Lgpl) da Sun Microsystems che ne è titolare. Open Office viene già utilizzata in alcune amministrazioni pubbliche europee come quella di Monaco di Baviera (e altri nove municipi tedeschi), e Vienna. In Italia è in uso presso circa 60 Comuni delle provincia di Bolzano e molte tra le tante province che, anche senza aiuti statali, puntano al risparmio e alla qualità. È possibile provare OpenOffice anche per un uso domestico, l’applicativo è scaricabile in lingua italiana, ovviamente in forma gratuita, presso il sito ufficiale del progetto.

ESEMPI – Più in generale il passaggio delle amministrazioni pubbliche al free software vede alcuni casi significativi in Francia dove la Gendarmerie e il Parlamento sono in fase di migrazione quasi completa, e in Spagna nella regione dell’Estremadura. Naturalmente c’è chi lamenta alcune difficoltà, in particolare nell’uso di OpenOffice. La compatibilità con i formati proprietari di Microsoft Office pare non essere ancora del tutto completa. Inoltre OpenOffice necessita di una certa potenza di calcolo per operare al meglio. Questo non si sposa con la causa di chi favorisce programmi il cui funzionamento è rapido anche su macchine riciclate o non di ultimissima generazione.


(Fonte: Computermente)
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