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Poker, la macchina batte l’uomo. Il software impara a bluffare

29 Lug/08

LAS VEGAS – E’ nato nel 1991 ed ha sconfitto alcuni tra i migliori giocatori di Poker al mondo. Basterebbe questo per renderlo famoso, ma la sua vera particolarità è un’altra: Polaris 2.0 è un computer. La sua impresa si è compiuta durante il Gaming Life Expo delle World Series of Poker, nella capitale mondiale del gioco d’azzardo, Las Vegas.

Gli avversari. Nato nei laboratori dell’Università di Alberta, in Canada, Polaris 2.0 se la è dovuta vedere con sei giocatori professionisti del sito Stoxpoker. Nick Grudzien, Kyle Hendon, Rich McRoberts, Victor Acosta, Mark Newhouse, IJay Palansky e Matt Hawrilenko, questi i nomi dei sei, hanno dovuto affrontare un avversario insolito per i loro standard. Niente occhiali da sole o cappuccio in testa per lui, ma solo qualche luce lampeggiante che difficilmente poteva manifestare un dubbio o svelare un bluff.

Il match. Le partite sono state giocate con alcune limitazioni, che hanno permesso di ridurre al minimo la variante della fortuna. Polaris 2.0 ha giocato separatamente con ognuno dei sei avversari in una variante del Texas Hold’em chiamata “Duplicate limit Hold’em”. Le regole prevedono appunto partite duplicate: le carte servite al computer in una sessione sono uguali a quelle servite all’uomo in un’altra sessione, ed anche le carte comuni, tipiche della variante del Texas, sono le stesse (un po’ come succede nei tornei di bridge). Per ridurre le variabili anche i bui e le giocate massime sono stati limitati rispettivamente a 1000 e 2000 dollari. Alla fine di ogni sessione, composta da cinquecento mani, le due partite simultanee venivano confrontate per determinare chi tra umani e computer aveva vinto di più.

Il risultato. L’esito finale non ha lasciato dubbi: Polaris ha vinto tre partite, ne ha perse due e ne ha pareggiata una. Un trionfo che ha fatto esaltare il gruppo di ricercatori responsabili del progetto, che promettono di continuare nel loro lavoro per poter sconfiggere l’uomo anche senza tutte le limitazioni del Duplicate Poker.

La rivincita. Ma oltre alla vittoria, la soddisfazione principale per Polaris 2.0 è il sapore della rivincita. Solo l’anno scorso la macchina dell’università di Alberta, in versione 1.0, era stata sconfitta in una serie di partite da due campioni del calibro di Phil Laak e Ali Eslami. Una batosta che, come si è visto, non ha abbattuto i ricercatori canadesi.

Il progetto. Lo sviluppo di Polaris è iniziato nel 1991. Non si tratta di un “fenomeno da baraccone” capace di sbancare i Casino, ma di un progetto volto ad emulare le associazioni mentali umane non necessariamente logiche. L’applicazione sul tavolo verde è stata decisa proprio per le caratteristiche del Poker: un gioco che combina il calcolo statistico alle intuizioni personali e che, a differenza degli scacchi, non permette ai giocatori di avere tutte le informazioni a disposizione, costringendoli così ad affidarsi al caso.

I precedenti. Polaris 2.0 adesso potrà ufficialmente entrare nel gotha delle macchine più famose del mondo. A fargli compagnia c’è ovviamente Deep Blue, il computer protagonista delle sfide a scacchi contro il campione del mondo Kasparov negli anni novanta. Anche lui la prima volta venne sconfitto, ed anche lui si prese la rivincita. I campioni, di carne o di circuiti, sanno sempre rialzarsi.


(Fonte: Computermente)

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