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Centrino 2, Intel firma la nuova rivoluzione dei notebook

29 Lug/08

In attesa dei risultati finanziari, che saranno resi pubblici nella notte tra il 15 e il 16 luglio, con qualche settimana di ritardo rispetto ai piani preventivati, Intel ha tolto i veli sulla nuova piattaforma per portatili Centrino 2, fino ad ora conosciuta con il nome in codice Montevina. Qualche ritardo dovuto all’approvazione di driver per il comparto video, che, secondo fonti Intel ufficiali, non comporterà a sua volta uno slittamento dei principali produttori di notebook basati sulla grafica integrata di Intel a metà agosto, come alcuni rumors in Rete avevano indicato ieri. È vero che il grosso quantitativo di notebook arriverà sugli scaffali tra agosto e settembre, nel cosiddetto periodo del back to school, mentre entro fine luglio si inizierà solo a vedere qualche esemplare di riferimento per alcuni produttori. Un ritardo che sembra però non preoccupare più di tanto Intel, che potrebbe aver regalato del tempo prezioso all’avversario di sempre, Amd, che proprio sulla grafica integrata potenziata nei portatili ha basato la sua proposta Puma, di cui vediamo i primi esemplari in commercio in questo periodo.
Intel ha ancora di più segmentato la piattaforma Centrino 2 in due offerte: consumer e business/professionale con Centrino 2 Vpro. Obiettivi da raggiungere sono una maggiore efficenza energetica, che permetta di aumentare la durata della batteria ma anche di far progettare notebook più sottili e leggeri, maggiore attenzione alla sicurezza, il tutto senza dimenticare l’aumento delle prestazioni, per ricreare l’esperienza di un pcdesktop anche su un notebook. L’idea è quella di poter garantire a un notebook a batteria almeno la durata di una riproduzione di un film su Blu-ray, il che richiede una notevole capacità di elaborazione dei componenti e di conseguenza della richiesta energetica.
Il lavoro fatto parte soprattutto da una ricerca nella diminuzione del consumo energetico, i nuovi processori Core 2 Duo sono progettati anche per avere un Tdp (Thermal Design Power, che sta ad indicare il massimo consumo da dissipare nel progetto del notebook) fino 25 Watt rispetto ai 35 della generazione precedente. A questo si aggiunge l’utilizzo delle nuove memorie RAM DDR3, che permettono di risparmiare fino a un 25% nei confronti delle DDR2 utilizzate sui notebook attuali. Inoltre le maggiori perfomance permettono di completare le operazioni in minore tempo, in questo modo il notebook entra in uno stato “di riposo” in un tempo più breve, ed è proprio in questo stato che gli ingegneri di Intel sono intervenuti per portare il processore a consumare il meno possibile. In un esempio, mettendo a paragone tre piattaforme con processori Core 2 Duo, Pentium e Celeron, si è visto come eseguendo le stesse operazioni la prima faccia segnare un consumo di 799 milliwatt per ora, contro i 1330 della seconda e i 1730 della terza. E questo sarebbe un grosso passo avanti nel risparmio della batteria se solo fosse affiancato a una ricerca più spinta e a un’adozione più rapida di pannelli di nuova generazione sui monitor dei portatili, visto che il componente più oneroso in fatto di consumo è proprio lo schermo LCD, che pesa quasi un terzo nel computo totale.
La piattaforma Centrino 2 consente inoltre di avere prestazioni grafiche migliorate, oltre a garantire una riproduzione di contenuti in alta definizione, permette ai produttori di notebook di integrare una porta HDMI, che serve per collegare il portatile a un televisore LCD o plasma, avere prestazioni grafiche 3D più elevate rispetto al passato e permette un utilizzo ibrido in combinazione con un chip video di terze parti come quelle di Ati o Nvidia, in sostanza il sistema si occupa di attivare o meno il chip esterno, più performante ma che consuma più energia, solo quando realmente necessario a seconda delle operazioni svolte, permettendo così di preservare la durata della batteria.
Nel chipset sono state anche introdotte alcune funzionalità interessanti dal punto di vista business, che Intel racchiude nel logo Centrino 2 Vpro, una sigla non del tutto nuova visto che Vpro era già stato lanciato in ambito desktop e denota le caratteristiche peculiari di un prodotto in grado per esempio di essere gestito da remoto, con tecnologie quali Active Mangement Technology. AMT è una soluzione molto utile nei dipartimenti IT delle grandi società che permette per esempio di gestire il notebook da remoto e di intervenire anche quando è spento, ma collegato alla rete elettrica, avviando il sistema operativo, gestendo solo la parte bios, risvegliando il sistema da stati di sospensione. Per far questo è stato migliorato anche il modulo di rete, sia cablata che WiFi, e nella proposta di Intel ai produttori non manca nemmeno un modulo che integra oltre al WiFi, nell’ultima release pre standard 802.11n anche il WiMax, di cui ricordiamo Intel è un strenu a sostenitrice. Nella piattaforma c’è anche spazio per la Turbo Memory, particolare memoria flash che dovrebbe aumentare le prestazioni del sistema ma oltre che aumentare il costo di produzione del notebook non comporta incrementi significativi che ne giustifichino il prezzo, dal momento che Vista non è in grado di sfruttarlo a dovere. Altro è l’attesa per i dischi SSD (Solid State Drive) al posto dei dischi tradizionli che Intel, uno dei maggiori produttori di chip NAND, spingerà a partire dalla fine dell’anno, il che potrebbe portare a una piccola rivoluzione nel campo della produzione di notebook.
I principali produttori sono pronti con il proprio lineup schierato al lancio, Acer, HP, Dell, Samsung, Lenovo, Fujitsu Siemens e Toshiba per citare i più famosi riveleranno nelle prossime ore, se già non l’hanno fatto i nuovi modelli basati su Centrino 2.

di Luca Moroni


(Fonte: Computermente)

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