Internet

Bill Gates lascia. Microsoft entra in una nuova era

1 Lug/08

Il dopo Bill Gates parte lunedì prossimo 30 giugno. Il fondatore di Microsoft lascerà la società oggi 27 giugno. È dunque l’ultimo giorno di lavoro: Gates si dedicherà, come è noto da tempo, a tempo pieno alla Bill & Melida Gates Foundation.
Le redini dell’impero Gates sono affidate a Steve Ballmer, l’amministratore delegato, che sta affrontando la sfida del cambiamento e della concorrenza di nuovi attori e di Google in particolare, quella regina del Web che sembra inarrestabile.
E mentre Gates si dedica alla ricerca, alle nuove interfacce utente touch, Steve Ballmer sta costruendo la Microsoft 2.0. Già, perché il colosso di Redmond non è certo più giovane. La compagnia ha 33 anni, un’età nella quale una it company deve evolvere e crescere perché il mondo cambia e quello della tecnologia lo fa molto più velocemente di altri. Ne sanno qualcosa quelle Sperry, quelle Digital e quelle Burroughs o quelle Honeywell, quei mostri sacri dell’informatica anni Settanta, spazzati via, nel secolo scorso, dalla rivoluzione del personal computer.
E ora il gigante del software, nato e cresciuto sul pc, deve affrontare, nel nuovo secolo digitale la sfida delle nuove disruptive technology del Web 2.0 e del software come servizio disponibile via rete sul browser e, soprattutto, la sfida della consumerizzazione, ovvero l’esplosione e il proliferare di device digitali abilitati a Internet. E si tratta, appunto, di tecnologie distruttive, capaci di alterare paradigmi di business consolidati e mettere in crisi imperi economici e industriali. Il personal computer, ovvero la rivoluzione del microcomputer, ha impresso una spinta al cambiamento irreversibile, mettendo fuori mercato i produttori di minicomputer, veri dinosauri industriali ora scomparsi, come appunto l’ormai dimenticata Digital. L’avvento di Internet prima, il boom Web 2.0 dopo e la presenza sempre più forte di Google in ogni campo stanno trasformando il mercato dell’information technology e la società dell’informazione.
E per molti analisti Google è l’attore dominante, mentre Microsoft pare essere quello soccombente. Microsoft questo lo ha capito bene, perché i casi sono due: o si guidano i cambiamenti oppure le trasformazioni diventano travolgenti e distruttive. Per questo, la Casa fondata da Bill Gates, Paul Allen e Steve Ballmer scommette su elettronica di consumo e cloud computing per evolvere e superare il suo modello di business pc-centrico tradizionale. È in questo scenario che Ballmer guida la società, dopo un periodo di transizione durato due anni, l’ad si sente pronto a muoversi da solo, ma ammette che Gates «non dovesse più avere un minuto nel corso del prossimo anno da dedicarmi starei male». Gates, comunque, non sembra guardare indietro e non vede il suo addio a Microsoft come una rinuncia: «Non sto facendo un sacrificio nel fare qualcosa che mia madre ha detto di fare. Sto facendo una cosa che mia madre mi hai detto di fare e che è molto divertente». Il ritiro di Bill Gates da Microsoft segna la fine di un’era per il colosso di Redmond.
Dopo oltre trent’anni alla guida, domani Gates lascerà le redini della sua creatura all’ad Steve Ballmer. Un passaggio di consegne che arriva in un periodo ricco di sfide segnato dalla crescente concorrenza con Google. Il top manager 52enne, che ha lasciato l’università di Harvard nel 1975 per iniziare l’avventura Microsft destinata a cambiare il mondo dell’informatica e della tecnologia, fa un passo indietro. Il fondatore e maggiore azionista della società, con una quota dell’8,7% che vale 23 miliardi di dollari, manterrà comunque la carica di presidente non esecutivo e si dedicherà alla sua fondazione. Ora tocca quindi a Ballmer ma Gates difficilmente finirà nell’ombra. La sua storia inizia da lontano, dalla scuola privata di Lakeside a Seattle, dove è nato il 28 ottobre del 1955. Proprio a scuola quello che fino a poco tempo era considerato l’uomo più ricco del mondo è entrato in contatto con il mondo dei computer e della programmazione. Qui incontrò Allen e con lui propose alla società produttrice dell’Altair, un software basato sul linguaggio Basic. Quindi, una volta lasciata l’università, si trasferì con Allen a Alnunquerque, nel Nuovo Messico, e fondarono Microsoft che nel 1986 sbarcava in borsa con un’offerta iniziale di 21 dollari ad azione. Era la pietra su cui Gates stava costruendo la sua fortuna: l’anno dopo infatti era già diventato miliardario.


(Fonte: Computermente)

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