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I Tv Lcd sorpassano i Crt: il tubo catodico alza bandiera bianca

7 Mar/08

Negli Stati Uniti il sorpasso era già avvenuto, ora l’evento si è confermato su scala mondiale. Stando infatti ai dati della società di ricerca americana DisplaySearch, nell’ultimo trimestre del 2007 le vendite di televisori a tecnologia Lcd hanno superato per la prima volta quelle degli apparecchi a tubo catodico: 47% la quota di mercato raccolta dei primi contro il 46% accreditato ai secondi. Il restante 7% della domanda se la spartiscono i pannelli al plasma e i Tv a retroproiezione. Per gli schermi piatti è il coronamento di un lungo inseguimento, iniziato circa 10 anni fa (quando era d’attualità la guerra fra analogico e digitale) con l’avvento dei primi e costosissimi modelli a cristalli liquidi. Il classico televisore ha trainato la domanda (e ha un suo mercato di fedelissimi tutt’oggi) e ancora all’inizio del 2006 i Tv Crt (Cathode ray tubes) coprivano il 77% delle vendite mondiali (negli Usa erano però già sotto il 50%), con gli Lcd a vantare una quota di mercato inferiore al 20%. In soli 24 mesi i rapporti di forza sono cambiati e la crescita degli Lcd è stata inarrestabile specialmente nei medi grandi formati (dal 20 al 32 pollici).
Oggi, in un mercato che vale oltre 100 miliardi di dollari (32,9 miliardi il fatturato record da ottobre a dicembre) e che nel 2007 si è chiuso con circa 200 milioni di apparecchi venduti nell’anno solare, gli Lcd fanno la parte del leone con circa 79 milioni di pezzi all’attivo (il 73% in più dei volumi consolidati a fine 2006) e ricavi lievitati del 40% anno su anno a quota 68 miliardi di dollari. Esemplificativi sono i dati del quarto trimestre, terminato con il boom di oltre 60 milioni di pezzi consegnati sul mercato: la domanda di cristalli liquidi è salita del 56% rispetto allo stesso periodo del 2006 per accaparrarsi il 47% della domanda (28,5 milioni di pezzi), sebbene i prezzi al consumo di questa tipologia di televisori siano nettamente superiori (nei formati oltre i 30 pollici) a quelli degli schermi a tubo catodico. Stando alle recenti rilevazioni di iSupply, infatti, un Tv Lcd da 32 pollici costa mediamente sul mercato 780 dollari, contro i 410 di un equivalente apparecchio Crt, ma la forbice di prezzo (al ribasso) fra le due tecnologie si è notevolmente ridotta nell’arco degli ultimi 18 mesi, favorendo di conseguenza la definitiva esplosione dei cristalli liquidi. Lo zoccolo duro per il vecchio tubo catodico rimane quindi la fascia medio bassa e in particolare quella dei piccoli schermi, 14 pollici in particolare, dove la convenienza del tubo catodico si fa ancora parecchio sentire: un Lcd di medio livello da 15 pollici si compra nei centri commerciali italiani con /300 euro, nel 1994 la Mivar vendeva (in perdita) il suo 14 pollici da battaglia a 299 mila lire e oggi servono mediamente poco più di 100 euro per portarselo a casa. Che il futuro dei gloriosi Crt non sia propriamente roseo lo dicono anche altri dati, quelli pubblicati di recente per esempio dalla Consumer Electronics Association: ripercorrendo il declino del tubo catodico quanto a quote di mercato dal 2004 a oggi (scese dall’88% a sotto il 40%) l’associazione ha predetto come entro il 2009 sugli scaffali dei mall americani i Tv Crt spariranno del tutto, con buona pace degli adepti di questa tecnologia.
Tornando invece ai numeri e all’analisi di DisplaySearch, si evince inoltre che gli Lcd, forti dei grandi passi in avanti fatti sotto il profilo della qualità d’immagine, stanno progressivamente erodendo gli spazi di mercato fino a ieri dominati dai pannelli al plasma e da quelli a retroproiezione. Nei formati oltre i 40 pollici, infatti, le Tv a cristalli liquidi sono arrivate a coprire il 65% della domanda (era il 44% nel 2006) in virtù di un progressivo spostamento verso l’alto degli acquisti al dettaglio, che hanno portato i grandi schermi piatti a rappresentare un quarto (dal 17% si è passati al 25%) del totale delle vendite in volume di Lcd nel 2007. E questo grazie ai primi effetti della disponibilità sul mercato della nuova generazione di apparecchi ad alta definizione Full Hd, delle ottime risposte pervenute dall’Europa Occidentale (che ha superato gli Usa, 32% contro 31%, nella classifica di mercato per aree geografiche) e delle politiche commerciali per il mass market operate dalle varie Sony (prima nel ranking mondiale in valore degli Lcd con una market share del 19,5%), Samsung (prima invece nella classifica a volumi) e Lg Electronics. Per tubo catodico (il cui declino è irreversibile anche per ovvi motivi di economie di scala dei produttori) e plasma (i Pdp sono scesi dal 40% del 2006 al 31% del 2007 nel segmento degli over 40 pollici) la possibilità di reggere l’urto contro l’avanzata dei cristalli liquidi si riducono giorno dopo giorno. E non sono troppo lontani i tempi in cui nel carrello della spesa, con pasta e pane, ci potrà finire anche un 14 pollici Lcd. Magari targato Mivar.

Letto su IlSole24ore.com


(Fonte: Computermente)

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