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Canone anche per il pc, scoppia la rivolta

7 Mar/08

ROMA – Non è la Rai, ma la legge a stabilire chi deve pagare il canone e la legge dice che deve pagare chiunque possieda un apparecchio atto o adattabile a ricevere programmi tv. È quanto constata l’ufficio stampa Rai commentando la notizia, pubblicata su La Repubblica, circa la «pioggia di ricorsi» che sarebbero arrivati nella sede piemontese del Garante per il contribuente da parte di chi è stato invitato a pagare il canone pur avendo soltanto un pc e non un apparecchio televisivo.
LA RAI – «Il canone televisivo – puntualizza inoltre l’ufficio stampa Rai – è una tassa che viene pagata allo Stato in base alla legge e che lo Stato poi riversa alla rai grazie al contratto di servizio. Le lettere che ingiungono di pagare il canone sono infatti firmate dal Sat (sportello abbonamenti tv) che dipende dal ministero dell’economia». Intanto però infuria la polemica. Il verde Bonelli invoca l’intervento dell’Authority parlando di «inaccettabile attacco al popolo del web». Spiega Bonelli: «Le lettere che ingiungono il pagamento del canone televisivo a chi possiede un pc o un videofonino firmate dal Sat (sportello abbonamenti tv) sono un atto illegittimo: questo della Rai e dell’organo del ministero dell’Economia è un inaccettabile attacco al popolo del web». Bonelli aggiunge che «su questa grave vicenda chiederò un intervento immediato del ministro e dell’Authority delle Comunicazioni».
Non avete la tv? Non pagate – Insomma, al consumatore, secondo il Garante, restano due vie: “O ignorare l’avviso di pagamento, nel caso in cui si riceva la lettera per la prima volta e non si possieda un televisore, o rispondere al mittente precisando che non si possiedono apparecchi trasmettitori”. Ma comunque non cedere mai alle sollecitazioni e soprattuto non pagare perché recuperare in seguito la cifra sborsata non è cosa semplice. “In questo caso – conclude Pieri – si prova a risolvere un atto illecito, l’evasione che effettivamente c’è, con un altro atto illecito: far pagare la tassa anche a chi non dovrebbe. Da parte nostra diciamo che serve con urgenza una legge che regoli la materia secondo l’evoluzione tecnologica attuale, impensabile nel 1938”.

Letto su CORRIERE della SERA.it


(Fonte: Computermente)

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